Impianti sportivi comunali tra criticità e soluzioni

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Il recupero delle strutture sportive comunali entra nel vivo. Roma punta a ottenere 22,5 milioni di euro messi a disposizione dal Pnrr.

Sono 119 in tutto gli impianti sportivi di Roma Capitale: 14 sono quelli chiusi e abbandonati. Per la guardiania di 6 di questi (Palatiziano, via Sannio, via Pontecorvo, via Casal Bianco, largo Davanzati, via Manduria) sono stati stanziati 1,26 milioni di euro nel periodo compreso tra ottobre 2021 e dicembre 2022. Un ulteriore aggravio per le casse comunali è dato dai 10 concessionari inadempienti nel pagamento delle rate dei mutui, per un totale di oltre 26,3 milioni di euro e dai 35 concessionari morosi per canoni non corrisposti, per un totale di 3,2 milioni di euro.

L’obiettivo dell’Amministrazione è di riconsegnare alla pratica sportiva tutti gli impianti chiusi, dalla periferia al centro.

Quella dei fondi Pnrr rappresenta una grande occasione per sbloccare le grandi opere incompiute, alcune delle quali veri mostri urbanistici, individuate grazie al lavoro di selezione fatto dagli uffici tecnici in risposta al bando del Pnrr “Sport e Inclusione Sociale”. Realtà che ad oggi costituiscono un costo piuttosto che un’opportunità sociale e formativa.

Per la scelta degli interventi – così come richiesto dal bando – oltre che sulla necessità di rendere di nuovo utilizzabili impianti chiusi e di riqualificare quelli esistenti, uno dei principali criteri di scelta è stato quello di puntare a ottenere il massimo importo finanziabile, riaprire strutture chiuse da anni e di scarsa appetibilità sul mercato commerciale ma di grande rilevanza sociale.

Per il “Cluster 1” – nuova costruzione – è stato selezionato il complesso incompiuto di Colli d’Oro, nel XV Municipio. Un appalto per un palazzetto della pallavolo mai completato, dove dal 2015 a oggi sono visibili solo le strutture di fondazione. Il nuovo progetto prevede 14milioni e 620mila euro di investimento per realizzare una struttura al chiuso polivalente per il calcetto, il basket e la pallavolo che ospiterà oltre 1500 spettatori. In questo modo la città recupererà uno spazio anche per la pratica agonistica e le squadre professionistiche.

Il parco pubblico di 60mila mq non sarà toccato ma, anzi, valorizzato con attrezzature per l’attività all’aperto a disposizione della cittadinanza.

Il secondo intervento – “Cluster 2” rigenerazione dell’esistente – ricade nel IV Municipio. Si tratta dell’impianto sportivo “Valentina Caruso”, in largo Chiaro Davanzati, abbandonato dal 2018 e con gare andate più volte deserte. La volontà dell’amministrazione è quella di valorizzare questa struttura che ricade in un’area popolare molto importante. Il nuovo progetto candidato al Pnrr prevede una spesa di 3 milioni 880mila euro che garantiranno la riqualificazione e l’efficientamento energetico dell’area coperta polivalente per il basket e il calcetto e un’area esterna di 4700 mq dedicata a diverse attività sportive: padel, tennis, a pallamano, calcetto e basket. È prevista, inoltre, la dotazione di attrezzature per lo sport all’aperto nel parco pubblico circostante.

Nello stesso ambito del “Cluster2” sono stati elaborati due progetti ulteriori che potranno essere oggetto di successivo finanziamento con eventuali risorse aggiuntive. Si tratta dell’impianto “Sergio di Gregorio” di via Casal Bianco, nel Municipio IV, e delle “Piscine di Torrespaccata” nel Municipio VII.

Per il “Cluster 3” – progetto di interesse delle federazioni nazionali – sono arrivate due proposte. Per la prima fase del Pnrr è stata individuata quella presentata dalla Fijlkam (Federazione Italiana Judo Lotta Karate Arti Marziali) che prevede l’efficientamento energetico del palazzetto “Matteo Pellicone” di Ostia, nel X Municipio. La seconda, indicata per successivi finanziamenti, è quella della FIB (Federazione Italiana Bocce) che prevede la riqualificazione e l’ampliamento con piscina e foresteria dell’impianto di via Pianeta Mercurio, nel IX Municipio.

Il Pnrr è una grande occasione per recuperare le grandi incompiute e offrirle alle nuove generazioni. Strutture dalla scarsa appetibilità commerciale ma dall’alto valore sociale.

Per gli altri impianti chiusi, che non rientrano nelle caratteristiche richieste dal bando, il Campidoglio ha già progetti di partenariato pubblico, investimenti comunali e bandi per l’assegnazione. Sarà ripristinata la legalità sulle concessioni revocate, i concessionari saranno sostenuti nel rispetto delle regole e della pratica sportiva, considerato anche il drammatico momento che stanno vivendo.

Roma Capitale, anche grazie ad un’interlocuzione positiva con il Governo, può presentare progetti importanti per diversi quadranti della città con una priorità per le periferie. Diffusione dello sport, rigenerazione urbana, inclusione sociale, sono le linee portanti per rendere Roma Capitale dello sport.