Bambino Gesù di Roma, separate gemelle siamesi unite per la testa

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Le due gemelline siamesi stanno bene, la delicata operazione che ha permesso alle due bambine di essere separate è stato un grande successo. Vengono dal centro-africa e sono approdate all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Le due gemelle erano unite a livello della nuca, una condizione rarissima che prendere il nome di “graniopagia totale”, una complessa fusione cranica e cerebrale. Dall’ospedale comunicano che si tratta di un traguardo unico in Italia e probabilmente anche nel mondo.

Una lunga pianificazione culminata in un totale di 3 interventi chirurgici

È stato nescessario pianificare ogni singolo passaggio e prevedere qualsiasi complicazione, al fine di garantire a entrambe la stessa probabilità di sopravvivenza Quello che rendeva particolarmente complessa e delicata la procedura di separazione era la condivisione di gran parte del sistema venoso, che porta il sangue dal cervello verso il cuore per essere riossigenato.

L’intera procedura ha visto quindi l’esecuzione di tre interventi chirurgici per ricostruire progressivamente il sistema venoso.

• Primo intervento: maggio 2019. In questa prima fase, i chirurghi hanno iniziato a costruire le nuove strutture venose autonome. Con il supporto di materiali biocompatibili, è stata costruita una membrana che tenesse separate le strutture cerebrali prima della definitiva separazione.

• Secondo intervento: giugno 2019. Si procede con la delicatissima separazione del punto di congiunzione dei seni venosi del cervello, dove va a confluire tutto il sangue che poi andrà al cuore.

• Terzo e ultimo intervento: 5 giugno 2020. Avviene finalmente la separazione definitiva. L’attesa è servita affinché la struttura venosa realizzata negli interventi precedenti si consolidasse. L’intervento è durato 18 ore ed ha coinvolto un totale di 30 persone tra medici e infermieri. Le ossa del cranio vengono dapprima separate e in seguito vengono ricostruite la dura madre e il cranio, separatamente per ogni bambina.

Non è mancato l’aiuto di tecnologie all’avanguardia
Il successo della proceduta è stato reso possibile anche dall’utilizzo di avanzati sistemi di imaging: TAC e risonanze magnetiche tridimensionali, angiografia 4D, software per la ricostruzione 3D, neurosimulatore. Abbiamo visto anche il altre occasioni come queste tecniche possano permettere la ricostruzione dettagliata dell’anatomia e della funzionalità degli organi interni. In questo modo, non solo è possibile avere un quadro dettagliato della situazione prima d’intervenire, ma anche prevedere il funzionamento dell’intero sistema al termine dei vari interventi.