Presentazione del libro “L’Italia nel Novecento” – Seconda parte

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Il dibattito era condotto da Giulia Urso, presidente della Commissione Cultura del Municipio I di Roma. Nota animatrice culturale romana, per anni presidente del famoso Circolo PD dei Giubbonari di Roma Centro. In quel periodo ha promosso tantissime iniziative culturali e politiche di alto livello. Laureata in Lingua e letteratura Russa all’Università di Bologna, ha avuto ruoli di attrice autrice e assistente in diverse produzioni cinematografiche in Italia e all’estero, assistente alla regia di documentari per Rai 1, collaborato Rai International Radio Europa “Giornale Radio Rai” Radio Uno.
Cloris Brosca ha letto dei brani del libro scelti dall’autore. Già nota e brava attrice di teatro e cinema, divenne notissima al grande pubblico con il programma di RAI Uno Luna Park, condotto da Fabrizio Frizzi, nel ruolo della Zingara.
Il libro racconta di alcuni accadimenti durante il Novecento italiano. Non Il secolo breve di Hobsbawm bensì quello lungo, iniziato nel 1896 con la sconfitta di Adua e terminato nel 2016 con la sconfitta del SI al referendum che voleva introdurre un sistema fortemente maggioritario. Tra queste due date vediamo scorrere una serie di eventi con cui l’Italia fa grandi progressi economici e sociali. Una Nazione che subisce tante sconfitte ma che dalle quali sa uscire bene, ripartire e raggiungere obiettivi prima inimmaginabili. Non è l’Italia delle occasioni perdute, come affermano molti autori, ma una Nazione che in silenzio ha saputo accrescere la sua importanza geopolitica. Nel libro non c’è uno sciorinare di episodi di declinismo come siamo abituati a leggere in molta saggistica contemporanea. Si va dalla crisi dei Governi Crispi, all’ascesa di Giovanni Giolitti in quella che fu la bella epoque italiana, terminata con la guerra che spalancò le porte al Fascismo. Il 25 luglio 1943 con l’arresto di Mussolini termina un ventennio di pieno consenso al regime, tanti vi avevano aderito con o senza convinzione. Il 1938 aveva smascherato il regime che con le leggi razziali svela una ferocia sempre abilmente nascosta. Ma è la guerra, condotta in modo fallimentare, a cambiare radicalmente il giudizio degli italiani sul regime. Dal 1943 comincia il riscatto con la nascita della Resistenza e poi verranno i formidabili anni della crescita dell’Italia che termineranno solo negli anni ottanta, ben più in là della crisi petrolifera del 1973. Ultimo atto è la (ri)nascita dell’antipolitica come strumento per andare al potere, nel 1994 Berlusconi la rispolvera l’antipolitica, ma non è una nuova categoria di pensiero. Anche lo stato liberale era stato abbattuto negli anni venti con la sirena dell’antipolitica. Infine una falsa vittoria che cela una terribile sconfitta per i giovani di oggi, l’avvento del sistema economico sul modello di Amazon. Pochi diritti, bassi salari, precarietà a vita. E’ la prospettiva che hanno davanti le nuove generazioni. Una prospettiva che potrebbe portare a una guerra, non quelle viste nel passato ma un feroce confronto tra chi ha e chi non ha nessuna prospettiva e non è disposto a rassegnarsi.