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Il teatro in periferia, un valore aggiunto: la scuola di Torre Spaccata

di Gianluca Miserendino
27 Novembre 2018
in Senza categoria
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Il teatro in periferia, un valore aggiunto: la scuola di Torre Spaccata

Argentina, Eliseo, Brancaccio, Valle, Sistina, Quirino, Tor Bella Monaca sono solo alcuni dei nomi dei teatri che a Roma sono veramente tantissimi e diffusi su tutto il territorio. La tradizione teatrale dell’antica Roma, influenzata da quella greca, va di pari passo con la storia della città: da una prima forma preletteraria, con Livio Andronico si lega alla letteratura latina attraverso la fabula da lui scritta e messa in scena per la vittoria di Roma su Cartagine nella prima guerra punica.

Dopo il medioevo, caratterizzato quasi esclusivamente dal teatro religioso, nel seicento cominciano a fiorire i primi spazi pubblici dedicati alle rappresentazioni teatrali. Ma è nel settecento che iniziano le costruzioni dei grandi teatri come l’Argentina, mentre è successiva all’unità nazionale la costruzione del Teatro dell’Opera. Ma nel novecento, nonostante la crisi teatrale dovuta in gran parte alla diffusione del cinema e della televisione, vi è una vera e propria fioritura di teatri nelle più svariate zone, anche le più periferiche, della città.

Una diffusione così ampia di strutture destinate alle rappresentazioni teatrali comporta la naturale diffusione di scuole finalizzate alla formazione di attori, registi, drammaturghi ecc.

La più famosa, l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico che ha formato attori del calibro di Anna Magnani, Vittorio Gasman, Nino Manfredi e registi come Carmelo Bene, Gabriele Lavia e Ferzan Ozpetek, nasce quando nel 1935 il critico viene nominato Commissario Straordinario per la riforma della scuola di recitazione di Roma e realizza finalmente un progetto già elaborato nel 21 trasformando la Regia Scuola di Recitazione in Accademia Nazionale d’Arte Drammatica ora a lui intitolata: “prendere un attore già padrone del suo corpo e dei suoi nervi, della sua mimica e della sua voce; spersonalizzarlo, ossia farlo uscire dal suo io quotidiano; poi ridurlo così a materia inerte, infondere in questa materia un’anima, l’anima del personaggio da rappresentare, e fargliela esprimere nella parola e nel gesto; e poi intonare, coordinare tutti i personaggi in un quadro d’insieme, in un ritmo, in un clima, in una visione, quella che il regista ha avuto studiando a fondo il dramma, per trasportarlo alla vita materiale della scena-converrete che non è lavoro da esordienti” (S. D’Amico, Scuola di regia drammatica, in “Gazzetta del popolo”, 16 giugno 1936)

Ma la formazione teatrale è affidata anche ad altre scuole che da anni portano il loro contributo al mondo artistico: una su tutte l’Accademia Sharoff, fondata nel 1946 da Aldo Rendine, la prima in Italia ad usare il metodo Stanislavskij persino un anno prima del famosissimo Actor’s Studio di New York, è intitolata a Pietro Sharoff, allievo e braccio destro del didatta russo che giunse in Italia negli anni trenta dove fondò la compagnia del teatro Eliseo di cui fece parte Rendine.

Nel 2011 arriva alla didattica audiovisiva e cinematografica il contributo della Provincia di Roma che, nel periferico quartiere della Magliana, istituisce la pubblica e gratuita “Scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè” che offre un’ampia gamma di corsi con lo scopo di formare professionisti in ogni campo.

Accanto a questi istituti di carattere formativo professionale, si sono sempre più affiancate delle realtà più popolari che mirano a diffondere la professionalità e i metodi recitativi accademici anche ad un pubblico di appassionati che fanno del teatro e della messa in scena un’attività ludica, amatoriale o semi professionale parallela ad altre attività lavorative principali, cercando costantemente di migliorare la qualità delle proprie prestazioni artistiche frequentando laboratori di recitazione con orari e impegno alla loro portata.

Un esempio su tutti nel VI Municipio sono i laboratori del Teatro Tor Bella Monaca, nato dal “Progetto URBAN”, che offre vari corsi suddivisi per età. Bambini, adolescenti e adulti i quali possono inserirsi all’interno di una delle realtà culturali più importanti del nostro territorio ed essere formati da validi professionisti del settore.

È in quest’ambito ed esempio che si inserisce il laboratorio teatrale dell’Ex Mercato di Torre Spaccata gestito dall’Associazione Culturale Calpurnia. Una realtà periferica in cui la struttura funge da polo culturale e propone costantemente molte iniziative in tal senso: presentazione di libri, spettacoli teatrali e musicali, giornate a tema (cosplay, fumetti, fantasy, proiezioni in pellicola, parkour ecc). A corredo del lavoro si sono inserite le due nuove realtà della scuola popolare di musica e di recitazione.

Il laboratorio teatrale si pone l’obiettivo dell’insegnamento delle tecniche di base di cui un attore, anche impegnato in produzioni a carattere amatoriale, ha bisogno per valorizzare la sua figura e il suo talento sulla scena, è aperto a tutti coloro che vogliano sperimentare la pratica teatrale e costituisce un primo approccio alla recitazione. Le tecniche di base utilizzate mirano, attraverso il gioco e il divertimento, a sviluppare la creatività e la capacità d’espressione, migliorare l’utilizzo della voce, porre le basi per affrontare il palcoscenico, aiutando gli studenti a sperimentarsi nel corso dello spettacolo di fine anno che si svolgerà al termine del percorso formativo.

Il giorno 1 dicembre dalle h 18.00 si svolgerà l’Open Day di tutti corsi dove gli insegnanti si presenteranno e mostreranno agli interessati il percorso formativo e didattico in programma. Musica, recitazione, yoga, pilates, parkour, cosplay e molto altro!

Una frase famosa a compendio del nostro lavoro: “Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso.” (Gigi Proietti)

 

Clama Cults & Calpurnia

 

 

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Gianluca Miserendino

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