NO DEI CITTADINI AL TRASFERIMENTO DEL DIRETTORE DELLA FARMACP DI “PRATO FIORITO”

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Il comitato di quartiere Prato fiorito che è espressione di tutti i cittadini residenti, chiede con una petizione inviata al Direttore Generale Farmacap Emiliano Mancini, al Commissario Straordinario Farmacap Angelo Stefanori, al Sindaco di Roma Virginia Raggi, al sindacato e al Presidente del VI Municipio Roberto Romanella,  che venga revocato il trasferimento presso altra sede del direttore della farmacia Dott. Tullio Comes.

Nella nota il comitato continua – “E’ fondamentale per la nostra comunità che la farmacia di quartiere abbia dei punti di riferimento affidabili e continui, ritenendo prioritario il rapporto di fiducia e l’ affidabilità di chi ci lavora. Il Direttore Dott. Tullio Comes si è sempre distinto per professionalità e spiccato senso di umanità tanto da diventare un gradito nonchè importante punto di riferimento nella tutela della salute dei cittadini del quartiere e non solo. Si richiama all’ ART. 3 dello statuto aziendale Farmacap che prevede una forma di partecipazione consultiva dei cittadini e degli utenti in ordine al funzionamento e alla erogazione dei servizi e alla loro distribuzione sul territorio. – Conclude il comitato di quartiere – Come cittadini avendo un ruolo attivo, che non può rimanere inosservato, ritenendo inopportuna la Vostra decisione a scapito di NOI tutti, chiediamo con FORZA la revoca immediata di questo trasferimento”.

Il presidente del CDQ “Prato Fiorito” Egidio Gallozzi, intervistato dalla nostra redazione ci ha raccontato: “chiedo a tutti gli interlocutori in indirizzo di voler intervenire per evitare il trasferimento del Dott. Tullio Comes, abbiamo dato il via ad una petizione popolare che rappresenta il parere negativo dei cittadini del quartiere. Faccio inoltre presente al direttore generale Dott. Mancini Emiliano che sarà personalmente responsabile di quanto potrebbe succedere in questo territorio già disagiato e chiediamo che ritorni sui suoi passi e lasci tutto nella situazione attuale, il quartiere si ricorderà della sua decisione. In ogni caso confermo la mia disapprovazione, del quartiere e anche di quelli limitrofi al nuovo insediamento. – conclude Gallozzi- Faremo quanto in nostro potere e anche di più per evitare che questa forzatura venga attivata”.