Continua il viaggio “nella terra dei fuochi” del VI Municipio: il girone infernale di Via delle Cerquete. Nomadi, discarica a cielo aperto, roghi tossici e prostitute

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Dopo via S’Alessio in Aspromonte di cui abbiamo parlato nell’edizione di luglio, continua il nostro viaggio nella Terra dei Fuochi di Roma Est, questa volta l’attenzione si sofferma su un boschetto molto carino se solo venisse bonificato. Ci troviamo in Via delle Cerquete nel quartiere Ponte di Nona a Lunghezza. Il boschetto faceva parte del piano regolatore di zona ed era destinato ad area verde, sarebbe stato consegnato ai cittadini alla fine dei lavori di urbanizzazione. Un giorno gli abitanti aprendo le finestre delle loro case si ritrovarono sotto gli occhi un mini accampamento, lo stesso che qualche mese prima alloggiava su via Liberti. Nascosti bene dagli alberi, i rom piantarono sul terreno diverse tende e abbandonarono rifiuti dappertutto. Il Comitato di Quartiere Colli degli Abeti presentò una denuncia informando le autorità competenti del disagio che stavano vivendo per la presenza del campo nomade abusivo. Nel campo erano presenti per lo più donne e bambini che, oltre ad aver occupato un’area destinata alla comunità, appiccavano roghi tossici visibili soprattutto di notte e abbattevano in maniera indiscriminata gli alberi per procurarsi la legna da ardere per esigenze personali. Per anni lo sversamento dei rifiuti ingombranti in questa zona dimenticata dalle istituzioni è proseguito imperterrito: carcasse di auto, materassi, immondizia di varia tipologia, calcinacci, eternit, cassette vuote della frutta. Ogni volta parte un grido di allarme dai residenti che oramai ci hanno fatto pure l’abitudine e si sono rassegnati, per poi ritornare alla carica più agguerriti di prima. L’ultimo intervento di bonifica da parte dell’Ama è stato fatto il 3 novembre 2016 ma pochi giorni dopo la gente si è risvegliata con un camion di materassi scaricato a terra e da lì l’apocalisse. Le richieste del Comitato di installare telecamere ogni volta cadono nel vuoto eppure a conti fatti sembrerebbe la soluzione più idonea. Lo scorso anno nel mese di luglio gli agenti del VI Gruppo Torri della Polizia Locale di Roma Capitale ha sequestrato un’area di appartenenza del comune, sono stati posti i sigilli per evitare ulteriori scarichi illegali, ma inutile. La gente si lamenta che nella zona non c’è sicurezza né di giorno e tanto meno di notte. Qualche mese fa, un’auto è stata parcheggiata in Via delle Cerquete perché aveva una ruota bucata, quando il proprietario è tornato a riprenderla l’ha trovata cannibalizzata. Via delle Cerquete è una strada dimenticata da Dio, la rotatoria non è stata mai ultimata e ora è diventata posto prediletto dagli scaricatori abusivi. A preoccupare ulteriormente i residenti è il boschetto dove oltre alla presenza costante d’immondizia si sono aggiunte prostitute e baracche illecite. Gli abitanti non sanno più cosa fare e ogni giorno sale la rabbia. Chi posta foto su Facebook per far conoscere in che situazione di degrado versa oggi questo piccolo spazio verde, chi continua a presentare denunce e chi chiama i giornali locali. Oltre a segnalare la presenza della discarica alla Polizia Locale, al Sindaco e alla Procura della Repubblica, la gente cosa deve fare perché le istituzioni possano intervenire per ripristinare ordine e legalità?