Giulia Frosoni e Alessandro Bellini: 2 promesse del Judo italiano dell’associazione Centro Scuole Judo

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Giulia Frosoni e Alessandro Bellini, sono due belle realtà del Judo italiano e provengono dal VI Municipio di Roma. Due ragazzi quindicenni, entrambi nazionali under 18, due promesse. Giulia Frosoni è stata campionessa italiana 2016, terza ai campionati del 2017 e Alessandro è vicecampione italiano 2017 e ha conquistato il bronzo agli ultimi campionati italiani (aprile 2018). Risultati che hanno permesso loro di entrare in un giro di competizioni internazionali, Youth Olimpic Games, che li ha portati a Zagabria, a Mosca, a Berlino e in Portogallo. Questi ragazzi a soli quindici anni si confrontano con i più forti atleti di Judo a livello mondiale. Provengono entrambi dall’associazione sportiva dilettantistica Centro Scuole Judo. What’Up Media ha voluto incontrare e conoscere questi due ragazzi che si allenano sotto la guida del maestro 4° dan Andrea Frosoni, istruttore FIJLKAM e 11 volte campione italiano. A prima vista sono due ragazzi come tanti, soltanto scambiando qualche parola con loro ci accorgiamo della loro maturità. Giulia e Alessandro vanno a scuola come tutti, frequentano il liceo scientifico Amaldi a Tor Bella Monaca ma a differenza di tutti, si allenano 5/6 volte alla settimana per circa due ore e mezza al giorno, senza trascurare lo studio che rimane per loro il primo obiettivo. Entrambi, alla domanda qual è il tuo sogno, rispondono “vincere le olimpiadi”. Questo obiettivo comporta sacrificio, spirito di abnegazione, dedizione. Il Judo, come le arti marziali in generale, è considerato uno sport minore, una disciplina che non porta al successo economico e alla fama. Le uniche soddisfazioni sono i risultati frutto del proprio sudore in palestra. Questo Giulia e Alessandro lo sanno bene e anche se gli allenamenti sono faticosi e i fine settimana quasi tutti impegnati con gare o stage, sono entrambi mossi da una grande passione e determinazione. La categoria di cui fanno parte attualmente va dai 15 anni ai 18, quindi al momento si trovano ad affrontare avversari più grandi di loro, per questo ci dice Giulia “la gara in Russia non è andata bene dal punto di vista del risultato ma per me è stata una grande esperienza di crescita”. Alessandro è soddisfatto, da poco rientrato dalla Germania ha conseguito un nono posto in una competizione internazionale, l’European Cup. Il suo obiettivo in gara è “riuscire a mettere in pratica ciò che ho provato infinite volte in allenamento”. Le arti marziali, in questo caso il Judo, ci dice il maestro Andrea Frosoni, sono vita. “Gli allenamenti e i sacrifici che fai nello sport” – dice Frosoni – “ li porti nella vita di tutti i giorni in cui sei abituato a competere, a porti obiettivi e a cercare di raggiungerli”.  Giulia e Alessandro ci salutano e vanno ad allenarsi. Rimaniamo con il maestro Andrea il quale ci racconta che Alessandro e Giulia (sua figlia) sono le punte di diamante dell’associazione ma ci sono tanti altri ragazzi che hanno già un profilo internazionale. Ben 100 ragazzi (da bambini a ventenni) si allenano nella palestra in cui Frosoni cura la parte agonistica, tra cui anche 2 ragazzi non vedenti e due ragazzi autistici. “Il Judo è lo sport più praticato dai non vedenti a livello mondiale” ci dice Frosoni, il quale anche lui, come tanti suoi colleghi, responsabili o presidenti delle associazioni sportive del VI Municipio, racconta di essere rimasto a dir poco perplesso dall’ultimo bando municipale per l’affidamento delle palestre realizzato dall’attuale maggioranza. La sua associazione riuscì ad Ottobre 2017 a vincere il bando per ottenere una palestra ma in quel frangente ne rimasero fuori ben 30 su 34. Attualmente dice Frosoni, “ancora 12/13 associazioni sono fuori dal bando e non possono lavorare”. “Ci accorgeremo di questo danno sociale tra anni” –  dice il maestro Andrea – in quanto in questo Municipio lo sport ha anche l’onere e l’onore di togliere i ragazzi dalla strada. “Con le amministrazioni precedenti si poteva dialogare, afferma Frosoni, i Cinque Stelle sono arrivati dicendo che avrebbero fatto tutto loro mentre invece hanno realizzato un vero danno al territorio”. Secondo Frosoni è dunque essenziale che queste associazioni tornino a lavorare al più presto. “Per realizzare il bando l’assessore, o qualcuno della sua amministrazione, avrebbe dovuto girare il territorio, conoscere le associazioni e il loro lavoro, cosi facendo avrebbero potuto cucire il bando sulle esigenze reali, cosi non è stato purtroppo”. Un’altra faccenda legata al bando in questione e ancora tutta risolvere riguarda i lavori di ristrutturazione delle palestre che le associazioni sportive avrebbero dichiarato di realizzare per ottenere l’affidamento. Tra le condizioni per poter vincere il bando, infatti,  le associazioni hanno dovuto dichiarare di prendersi l’incarico di alcuni lavori di ristrutturazione o manutenzione delle palestre (imbiancamenti, spogliatoi ecc), lavori che hanno comportato un investimento da parte delle  associazioni e che con il tempo, secondo il bando, sarebbero dovuti essere portati a scomputo dal prezzo dell’affitto che le stesse associazioni pagano al Municipio. Questo, sostiene Frosoni, non sta avvenendo: “sembra che l’attuale amministrazione non voglia cedere su niente nei nostri confronti”.