BABYWEARING: CONOSCIAMO LA PRATICA DI “INDOSSARE” IL PROPRIO BAMBINO

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Oggi la pratica del babywearing si sta diffondendo sempre di più , infatti sono sempre di più le mamme ed i papà che scelgono di tenere il proprio bambino in fascia. Questo permette loro di averlo sempre vicino e di conseguenza di prendersi cura dei sui bisogni emotivi ed affettivi nel miglior modo possibile. Ma cosa vuol dire portare il proprio bambino in fascia? Che benefici comporta?
Lo abbiamo chiesto ad Ilaria Cinefra Head Manager del Babywearing Italia®, Doula, operatrice perinatale e post natale, consulente e docente Babywearing Italia®, Counselor in allattamento al seno nonché mamma portatrice.

Cosa s’intende per babywearing?

Letteralmente la parola babywearing vuol dire “indossare il bambino”.

Più nel profondo si tratta di uno stile di accudimento basato sul contatto e sull’ascolto di se stessi e del proprio figlio. Questa pratica fa si che si crei una profonda e solida relazione nella diade madre- figlio e così, offrendo al bambino la possibilità di una “base sicura”, si possono mettere le basi affinché da grande sia un adulto indipendente e sicuro di sé.

Quali sono i benefici del babywearing?
Il Babywearing è benefico per il bambino sia per il suo sviluppo neurologico che per quello fisico, i benefici sono molteplici.

Secondo studi condotti da Lozoff & Brittenham 1979, Meyer & Anderson, 1999 & Hunziker e Barr, 1986, indossare il bambino si tradurrà in ottimali cambiamenti del cervello, migliorando il Q.I. del bambino, oltre benefici a lungo termine di una buona salute, la sicurezza psicologica e indipendenza. Anche per le mamme ci sono numerosi aspetti positivi, basti pensare che il contatto con il proprio bambino aumenta la produzione di ossitocina e prolattina, ormoni indispensabili per l’allattamento al seno.

Quale tipo di supporto scegliere e come indossarlo?
In commercio esistono svariate tipologie di supporti più o meno adatti al bambino a seconda della fascia di età e delle necessità dei genitori.
Possiamo distinguere 3 categorie:

  • Fasce (Fascia tessuta e fascia elastica)

  • Semi strutturati (mei tai, ring sling, pouch)

  • Strutturati (marsupio, onbhuimo)

La fascia è il supporto ideale dalla nascita. Il mei tai è formato da un pannello di stoffa con una cintura e due lunghe bretelle laterali. E’ possibile usarlo in diverse posizioni (pancia a pancia, schiena e “fianco”). La ring sling è una fascia ad anelli ed è fatta da un lungo pezzo di tessuto con all’estremità due anelli in alluminio anallergico. E’ molto pratica, poco ingombrante e facilmente indossabile. Il marsupio è decisamente un supporto intuibile e pratico, ma che offre limitata possibilità di regolazione rispetto ad altri supporti sebbene oggi esistono marsupi estremamente regolabili e che si adattano abbastanza bene al bambino. Permette le seguenti posizioni: pancia a pancia e schiena.

Come si ‘impara’ a portare un bimbo in fascia?
Così come da piccoli abbiamo imparato ad allacciarci le scarpe, così possiamo imparare ad usare una fascia portabebè. Diversi sono i modi per legare la fascia e sicuramente per capire la legatura da apprendere e fare è fondamentale rispettare lo sviluppo del bambino.
Recentemente ho collaborato alla stesura del libro di Licia Negri “Lasciati abbracciare”; all’interno del libro abbiamo dedicato, un intero capitolo agli step delle legature in collaborazione con Babywearing Italia®, il Centro Studi di formazione di cui sono fondatrice.

Sicuramente il modo più facile e sicuro per imparare è rivolgersi ad una consulente babywearing il cui ruolo è quello di accompagnare i genitori in questo magico mondo offrendo loro il sostegno di cui hanno bisogno.

Un consiglio utile è quello di ascoltare se stessi ed il proprio bambino. Non esiste la soluzione giusta per tutti i genitori, così come non esiste il supporto giusto che vada bene a tutti. Ogni mamma, ogni papà, ogni bambino sono diversi dall’altro.