EPISODIO 3: Al chiaro di Nox

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Sy’ndra

Accompagno la classe nel cortile della scuola. Oggi voglio provare, per la prima volta da quando sono iniziate le lezioni, a far percepire ai miei studenti la vita che ci circonda. C’è una bambina in particolar modo che mi affascina, che sembra dotata di un particolare talento.

“Ama’ndra. Avvicinati per favore!”

Si muove verso di me con un sorriso, allegra come sempre. Le prendo la mano e la guido, mentre i compagni di classe ci seguono incuriositi. Il cortile della scuola è rigoglioso, pieno di alberi che svettano mostrando la loro elegante chioma.

“Prova a toccare il tronco di questa splendida pianta, chiudi gli occhi e prova a descrivermi quello che senti, con calma e senza lasciarti guidare da alcun giudizio”.

Mentre si cimenta nel compito, chiedo agli altri elementi della classe di sedersi, chiudere gli occhi e connettersi con le sensazioni di Ama’ndra.

“Maestra, sento dinamismo nell’albero. E provo serenità. È come se riuscissi a sentire l’interno della pianta muoversi e riprodursi. Avverto una risonanza dentro di me alla stessa frequenza. È bellissimo!”

Non mi sbagliavo, ha talento. Le dico di fermarsi e di sedersi insieme ai suoi compagni di classe.

“Avete capito il messaggio che volevo passarvi?”

“Secondo me volevi mostrarci l’importanza della nostra unione con la natura. Siamo un tutt’uno con essa, ci troviamo allo stesso tempo dentro di noi, dentro le piante, gli uccelli e tutte le forme di vita del pianeta” risponde Ama’ndra.

Faccio un cenno di assenso con la testa.

“Avete capito perché è essenziale?”

“Forse ha a che vedere con il nostro stare bene”.

“Sei molto perspicace per essere una bambina” le dico scherzando.

“Maestra, ma io non sono una bambina”.

Risponde con un tono di voce offesa, ma so che scherza e lo capiscono anche i suoi compagni di classe, che ridono di gusto. Mi diverto insieme a loro. Dichiaro conclusa la lezione. Sono molto soddisfatta perché Ama’ndra mi ricorda me da piccola. La stessa curiosità e capacità. È difficile che sia riuscita ad inquadrare pienamente il messaggio che volevo comunicare, ma nutro fiducia nei suoi confronti. Non può esserci serenità, pace e felicità, senza rispettare la natura e divenirne parte integrante. Più violentiamo con i concetti e le azioni il mondo che ci circonda, più ne risente il nostro equilibrio interiore. Se Vhusul, il nostro caro pianeta, non subisce più atti di violenza e si trova in pace da intere generazioni, è perché siamo riusciti ad elevare il nostro spirito e raggiungere una consapevolezza superiore.

Eppure non è sempre stato così. In passato si formarono numerosi gruppi religiosi che combattevano tra loro per dimostrare la superiorità dei loro concetti. Ben presto l’arroganza sfociò in odio e per lunghi anni abbiamo distrutto le nostre vite, stuprato Vhulus e tutti i suoi ospiti. Con il tempo, in modo naturale, abbiamo capito che il concetto di religione era traviato e che l’unico modo per crescere era soffermarci sulla nostra spiritualità. Crescere noi stessi senza bisogno di dogmi o regole imposte da qualcuno. Tornare a contatto con la natura che ci ha creato. Sembra banale, ma non smettiamo un attimo di ricordarlo ed è importante che i bambini entrino subito nell’ottica per evitare i disastri avvenuti nel passato.

Da allora Vhusul è rinato. Come per rispondere alla nostra presa di coscienza, ci ricopre con alberi alti decine di metri. Sembra ci proteggano, come delle madri che difendono e accudiscono i propri figli. La luce di Lux filtra debolmente tra le foglie e scalda la terra, insieme ai numerosi laghi e ruscelli che adornano il territorio.

Per tutto questo splendore, fin da piccola ho avuto il desiderio di insegnare alle future generazioni l’importanza della nostra esistenza. Vivo nel tempio più grande della città, che gestisco insieme alla mia sorellina. Rappresentiamo la fonte di conoscenza del luogo. Il tempio è circondato da un piccolo lago. Percorro il ponte che lo attraversa e vedo Yi’ndra correre gioiosa verso di me. Non riesco a non essere felice. Le voglio bene. Mi ha fatto preoccupare un po’ quando i nostri genitori sono morti. Ha sofferto e per molto tempo non l’ho sentita parlare. Per fortuna ora si è ripresa e mostra di nuovo allegria e vitalità.

“Ciao sorellona, come è andata oggi?”

“Molto bene, Ama’ndra mi inorgoglisce ogni giorno che passa. È perspicace, intelligente. Tutt’altra cosa rispetto ad una persona che conosco!”

La prendo in giro spesso. Lei si arrabbia, ma è divertente vedere le sue smorfie. Molti dicono che ci somigliamo. In effetti è vero, l’unica differenza sono le lentiggini all’altezza delle guance ed i suoi capelli mossi. È molto bella, forse anche più di me. Non voglio vantarmi, ma tutte le persone che conosco dicono che sono uno schianto.

Si fa velocemente sera e ceno insieme ad Yi’ndra nel salone del tempio. Le lucciole che volano in alto illuminano delicatamente la stanza. Una luce tenue, ma rassicurante.

“Yi’ndra, non senti nulla?”

“In che senso? Per me è tutto normale”.

“Non lo so. È qualche giorno che sono un po’ turbata. Ho la sensazione che a breve saremo coinvolte in un grande cambiamento. Ma non riesco a capire se sia negativo o positivo, sono preoccupata”.

“Strano detto da te”.

Non approfondiamo l’argomento. Lei va a letto ed io passeggio fuori. Le rare volte che sento questa vena inquieta faccio un bagno nel lago che circonda il tempio.

Mi spoglio e nuoto. L’acqua, a tratti fredda, risana il mio corpo. Raggiungo il centro del lago e mi volto sdraiata a guardare Nox, che con la sua luce opaca rischiara il cielo. Allargo le braccia e sento disperdermi nell’acqua. Nox ha il suo classico colore nostalgico bianco. Mi chiedo spesso cosa rappresenti e come si sia formato. Sostituisce Lux durante la notte. Insieme a quei puntini bianchi dipinge il cielo notturno come fosse un quadro.

All’improvviso, mentre sono in stato di trance, sento di nuovo quella sensazione. Come se ci fosse qualcosa dietro Nox, pronto ad avventarsi su Vhusul. Mi dico che è impossibile, che non esiste niente al di là degli astri. Ma la sensazione mi gela il sangue. Che stia arrivando qualcuno dal cielo? Sono presenze ambigue e non capisco se vengono in pace, se squilibreranno il normale ordine naturale. Vedo immagini oscure e malvagie nella mia mente. Inizia a farmi male la testa. È da tempo che non mi succede. Stringo gli occhi e, quando il dolore si attenua, li riapro. Si alza un vento freddo che muove le fronde degli alberi ed increspa la superficie piatta del lago. Nox è ancora lì. Faccio un appello. Vi prego, chiunque voi siate, qualunque siano le vostre intenzioni, lasciateci in pace.